Reduce da una ballata gitana
Tra fumo, falò e pietre impolverate
Riesco a percepire i tuoi sguardi tra tanti.
Mi accusano di essere nudo
E gelosi tentano di coprirmi, di nascondermi
Di strapparmi dalle mani unte di un’orda drogata di spensieratezza.
Non ho bisogno di un rifugio ora.
Sono aperto alla vanità, sono pronto a peccare
E di vergogna e rimorso mi riempio la bocca
E sputo sul fuoco del falò.
L’ambiente trabocca di odori pungenti
Bocche avide e lingue fluide si incontrano
Inizio ad amare questo demone.
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