sabato 12 marzo 2011

Potrei chiederti di essere sincera ma ho paura della tua risposta. Immediatamente me ne pento.
Sostengo il tuo sguardo e con le labbra che mi tremano ti dico che è tutto sbagliato.
Che io sono sbagliato. Codardo arrossisco e abbasso lo sguardo.
Sei sempre stata la più forte e anche questa volta con forza ti alzi e sospirando forte te ne vai.
E' l'ennesima sconfitta. Un'ulteriore beffa.
Potrei accontentarmi e accettare la vergogna. Domani potrebbe apparire tutto lontano.
Piangerò, ma soltanto perché la mia parte la devo portare a termine.
Un pessimo attore crede in ciò che fa e la maschera diventa orrendamente e palesemente finta.
Bentornata vita malata. Tutto è come l'hai lasciato. C'è ancora il tuo velo di speranza proprio là, sul comodino davanti allo specchio. Ed oggi, come normalmente fai, me lo porgi.
Mi guardo dentro quello specchio e ancora una volta levo il velo sul mio viso e, che dio mi maledica, i miei occhi si oscurano.

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