In un lento quattro quarti mi perdo
Tra la morbidezza dei segreti che nascondo tra le labbra
Non esiste questo presente
Percepisco solo un tremante passato
Un vitreo futuro
Tra le mani ho il mare in tempesta
E mi accarezzo le labbra in un turbine di secche emozioni
Amo il frastuono di voci estranee
Fuori dalla mia porta
All'interno c'é ciò che consuma una vita
La peste che arrabbia l'anima
La febbre che delirante imprigiona i miei occhi
Il vomito acido dei fiori d'estate
La luce che ustiona la pelle
Un risveglio sudato dopo una notte glassata e sognante
Un giorno da ricominciare a costruire
E una nuova musica da cantare
Con voce nuova maledico il presente, l'oggi, il minuto appena trascorso
E alle spalle rivivo il sorriso perso ieri
Gli occhi di poche ore fa
Chiusi alla luce di un sogno
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