martedì 19 novembre 2013

Il Risveglio del Mattino

Il risveglio del mattino non coincide con il mio. Resto fermo per "alterati" minuti. A volte ad occhi aperti, a volte serrati. Rivivo il giorno precedente estrapolandone i momenti più chiari, e pensando: "che diavolo ci faccio ancora a letto?" e mi rimetto a vegetare. E' come se mi caricassi di buoni propositi, come se poi possa servire a qualcosa rimanendo ancora nel letto. Sono le "voglie" che mi spingono a mettere il piede sinistro a terra, sono le "voglie" che pronunciano ad alta voce "Porca Troia Alzati!" che c'è il caffè da preparare ed una sigaretta da fumare. Triste? assolutamente no! è necessario. Comunque, mi ritrovo in piedi davanti al balcone, non so perchè ma alcuni secondi li perdo a pensare a come sarà il tempo fuori. Sarebbe un dubbio facilmente chiaribile aprendo le persiane, ma sono un malinconico stronzo e mi piace l'attesa, la sorpresa amara di un cielo grigio per giustificare un eventuale fancazzismo per l'intera giornata. Ma se fuori c'è il sole sorrido e mi do dello stronzo! Scendo a le scale accompagnato dal gatto. Gli accarezzo la coda mentre lo facciamo. Per farlo mi devo abbassare e devo cercare di acchiapparla. Lui ha una fretta incredibile di arrivare davanti alla cucina. Siamo davanti alla porta immobili entrambi, io guardo in basso lui, lui guarda in alto me. Ci diamo coraggio. La cucina a volte tristemente mi riporta alla sera prima ricordandomi di lavare quei due piatti ancora nel lavandino (non giudicatemi per questo, sono un pigro single). Prendo una manciata di crocchette e faccio felice Renè che sazio, può tornare a dormire.
Ora la parte che mi piace di più. Il faccia a faccia con me stesso allo specchio del bagno. Mi viene da ridere ogni volta che ci penso. Ho sempre paura di ritrovarmi diverso, ma ciò che cambia è sempre e solo la barba più lunga. La barba è l'unica cosa di me che ha la caparbietà di crescere ogni giorno.
Lavato, incremato e vestito lascio dentro casa i colori di me più intimi e mi tuffo fuori, tra quadri contemporanei, paesaggi bucolici e facce sognanti una metropoli tra i boschi.
Tutto ciò che ne verrà sarà solo un passatempo prima di un nuovo risveglio del mattino, che anche domani, non coinciderà con il mio.

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